I lavori sono stati presentati nell’ambito delle attività del progetto FSL “Arte di ogni genere” coordinato dalla prof.ssa D’Ambra e premiati presso il Palazzo della Cultura di Catania lo scorso 9 marzo nell’ambito di una cerimonia di celebrazione della Giornata Internazionale della donna.
LAVORO: La tipica giornata di una famiglia “perfetta” cortometraggio realizzato da Paola Giuffrida,
Melissa Grasso, Maria Paola Mangiagli – Classe 5C
Attraverso immagini, musica e simboli, il video invita a riflettere sul rischio reale che conquiste sociali e civili possano essere messe in discussione, ricordando che la parità di genere non è ancora pienamente raggiunta e che va perseguita e conquistata ogni giorno. La narrazione si apre con una scena di vita quotidiana: un uomo che va al lavoro mentre una donna rimane a casa a pulire. Da qui prende avvio un viaggio nel tempo, scandito dallo scorrere di un calendario che passa dal 1946 al 2026. Ogni decennio è accompagnato da immagini di pubblicità e scene che riflettono la persistenza degli stereotipi di genere nel corso degli anni. Allo scorrere delle immagini pubblicitarie segue il report di VOX, Osservatorio sui diritti umani, che mette in luce la correlazione tra la diffusione di immagini “discriminatorie e lesive della donna” sui media con il livello di pari opportunità di genere. Si sottolinea come, ancora oggi in Italia, non esistano leggi che vietino la pubblicità sessista. Nella seconda parte del video si pone l’accento sulle minacce ancora attuali ai diritti delle donne con zoom su articoli di cronaca che riguardano femminicidi, gender gap e la retorica dei movimenti “pro vita”. La scelta delle musiche non è casuale: la prima parte del video, realizzata in bianco e nero, è accompagnata dalla canzone “Perfect Day” di Lou Reed, utilizzata in chiave antifrastica per sottolineare che, in realtà, di “perfetto” non c’è nulla nella condizione rappresentata; la seconda parte, è introdotta da un cambio musicale: “A bocca chiusa” di Daniele Silvestri, come omaggio al film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi. Il video si conclude con uno sguardo al futuro e una distopia: nel 2046 l’uomo può votare, la donna no. Una regressione che vuole essere un monito e una provocazione, riassunta nella frase finale: “Un diritto non è per sempre”.
LAVORO: Donne si nasce o lo si diventa
LAVORO: Rinascita
LAVORO: Una verità nascosta_L’AGE MUR
da Roberto Patanè