Misticanza di pensieri.
Quest’anno non ho scritto il messaggio augurale di inizio attività, un po’ per pigrizia, un po’ per gli impegni di lavoro, e tanto per lo sgomento che in questi mesi si è impadronito dei nostri pensieri e di quello che resta della nostra anima. Un messaggio augurale di un preside, quasi sempre retorico e a volte, come nel mio caso, un po’ sarcastico, ha l’effetto limitato che deve avere, ovvero salutare una comunità all’inizio di una rinnovata esperienza di scuola. I pensieri e le immagini di guerra paralizzano, non si possono ignorare, sono pensieri di morte e di distruzione; tutto sembra insignificante, al confronto, compreso il nostro lavoro. Eppure, nel nostro preziosissimo piccolo, abbiamo riflettuto, abbiamo scritto, ci siamo confrontati, schierandoci dalla parte della ragione, della sofferenza e dell’umanità. Un documento, una riflessione condivisa, un minuto di silenzio, non salvano vite, non muovono opinioni, servono forse solo a tacitare la coscienza, ma sono pensieri positivi. E se questi pensieri si articolano a scuola, contribuendo a creare una coscienza collettiva, sono pensieri sani. Deridere queste attività, attaccarle ridicolizzando i più umili tra gli attori di pace, i ragazzi con i loro professori, trova fondamento solo nell’ozio cerebrale. Detto questo e in forza di questo, voglio congratularmi ancora una volta con la scuola in cui lavoro, con le donne e gli uomini che contemporaneamente operano in questo luogo di cultura. E sono profondamente orgoglioso di farne parte.
Buon anno a tutti.
da Roberto Patanè